Discreta partita domenica scorsa sul campo del Bacigalupo. Ormai il pubblico è ridotto ai minimi termini, ma il sole e la temperatura invitavano piuttosto ad una giornata passata sulla spiaggia che ad un pomeriggio di calcio e sofferenza. Non che i biancoblù avessero davanti niente più che una armata Brancaleone.
I giornali ostentano la vittoria, risicata, contro una Rivarolese che è inceppata da mesi e che è reduce da una serie impressionante di sconfitte. L’ultima vittoria interna dei Piemontesi è il 2-1 contro la Novese (datato 16 dicembre): dopo quella partita, sono stati sconfitti dal Derthona (a Tortona), dalla Lavagnese 2-0 in casa, dal Rivoli in trasferta. Devono ancora recuperare la partita interna con la Pro Belvedere, ma è facile che incassino anche in quel caso zero punti.
Si deve tornare invece a novembre per vedere la Rivarolese segnare in trasferta: guarda caso sul campo del Vado, mentre il 9 dicembre, una settimana dopo, la squadra si fa imporre il pareggio fino dal derelitto Saluzzo (un campo dove tutti, o quasi, hanno passeggiato), subito dopo un altro splendido risultato (il pareggio interno con la Sanremese dei baby).
Insomma, i biancoblù avevano davanti non, come s’è detto, una “Rivarolese formato Ivrea”, ma un team in crisi profonda di gioco e di risultati. Naturale, dunque, che l’allenatore abbia puntato su una formazione difensiva e non abbia messo in campo il formidabile trio Bergantin-Pierobon-Uccello, che pure hanno segnato insieme la bellezza di 19 reti.
Che sia venuto fuori il solito inutile e brutto match è dunque perfettamente naturale: il primo tempo è così stato di una pochezza irritante. In pochi si sono dannati l’anima: tra questi ultimi, il soldato Soragna, sempre pronto all’appello. Aggiunge con la rete di domenica un’altra vittima al suo palmares, ma pur sempre una squadra destinata alla retrocessione.
Del resto, il Savona degli assenti non poteva fare molto di più. La fortuna ha voluto che Viviani incontrasse ora, nel pieno della emergenza, tutti i clienti più abbordabili. A guardare la situazione con equanimità, lo si dovrebbe elogiare: ha tenuto duro, cambiando poco o solo quando era necessario, dimostrando che la soluzione con i 5 dietro (che questo blog ha sempre caldeggiato) era sicuramente la migliore, piuttosto che intestardirsi con 4-4-2 assolutamente inutili.
Tutti promossi, dunque, o quasi. Bocciato solo Julian Uccello, che da buon ex gentile non ha voluto (o potuto) infierire sulla squadra che volente o nolente lo ha lanciato.
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