Povero Viviani. Si vede che ha perso il suo tocco magico. La sconfitta di Novi Ligure, arrivata con un gol all’inizio del primo tempo, con ogni possibilità di recuperare il risultato compromesso, assomiglia in tutto e per tutto (perfino nell’esito finale) nella sconfitta patita a Imperia contro una squadra di under.
Del resto, anche all’andata la Novese si era imposta per gioco, nonostante la qualità non eccelsa degli effettivi (molti, troppi giovani in un team che in origine doveva lottare fino alla fine per un posto che conta). La verità è che i biancoblù sembrano, spesso, arrivati alla frutta, in particolare sotto l’aspetto fisico e probabilmente anche sotto quello emotivo.
Non che Viviani possa facilitare le cose. Gli effettivi a disposizione sono quello che sono. Perfino l’assenza di Soragna può diventare in questa situazione un alibi attenuante le proprie responsabilità. C’è poi da dire che, guardando alla panchina, perfino un santo con una maggiore pazienza avrebbe da sospirare. Nessun ricambio che sia all’altezza, nessuna soluzione alternativa.
Eppure l’idea di tornare a cinque dietro sembrava intelligente. Tuttavia, la mancanza di un difensore esperto come Monti ha messo in ambasce anche in troppe situazioni la retroguardia savonese, dove Giuntoli ha fatto il suo, ma è stato poco supportato dal solito deficitario centrocampo, completamente da ridisegnare il prossimo anno, visto che perfino Salis s’è ingrigito al pari dei suoi colleghi di reparto.
In attacco, ha funzionato poco la coppia Lamberti-Moronti, i quali sono da scusare, vista l’aria che tira sulla loro conferma. Se il primo sa già da mesi che rivolgersi a lui è stata una soluzione dell’ultimo momento, Moronti è ben conscio che un’altra annata come quella accanto a Grabinski sarà difficile metterla insieme. Ne segue che c’è ben poco da fare. Fino alla fine dell’anno, bisognerà, con tanta capacità di sopportazione, stringere i denti.
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