Giglio Wonka e la fabbrica di cioccolato

Che cos’è successo a Raffaele Giglio, bomber indiscusso del Savona? Con abile mossa, era riuscito a suo modo a far fuori un allenatore a lui scomodo (era l’unico rappresentante della squadra nella riunione del prepartita di Savona-Rivoli, quando la società decise di concedere ancora a Biffi quel match, prima dell’esonero); dimostrando genialità, era riuscito anche ad essere abbastanza teatrale da conquistare i tifosi, tutti pronti a credere nel progetto solo a vedere balenare un po’ di gioco, ma soprattutto di gol dalle sue parti.

Insomma, il simpatico oriundo napoletano ce l’aveva fatta e gli era riuscita un’impresa mica da ridere, quella di restare equidistante tra gli ultras che gli dedicavano interviste in ginocchio, dove gli era consentito di tutto (perfino di violentare la sintassi italiana), e la controversa e invidiata società. A nessuno, prima d’ora, era venuto neppure in mente di tentare di fare uno slalom simile tra squadra, tifo e dirigenza: del resto, chi è in grado tra gli attuali e i vecchi giocatori del Savona di farne uno, anche solo sul campo?

Eppure, la stella di Giglio sembra ora un po’ appannata. Qualcuno scrive, qui e là, che è leggermente sovrappeso. Altri, forse gli stessi, aggiungono che prima della partita il bomber passa il sabato sera a divorare piatti di frittura, annaffiati da una bella bottiglia di vino bianco. I giornali, che han sempre stravisto per Soragna, lo mettono sul suo stesso piano, come se i due fossero interscambiabili (ciò che appare, perlomeno a prima vista, improponibile, almeno sul piano della tecnica).

Qualcosa, dunque, sembra cominciare a scricchiolare in questo sistema di equilibrismi che han fatto di Giglio da una parte Don Raffaé e dall’altra il punto di riferimento della società. Probabile che sia l’invidia di qualcuno ad armare la mano di qualcun altro che lo viene a dipingere come un Kung Fu Panda ingrassato e sgraziato o un Willy Wonka annegato in un fiume di cioccolato da divorare.

L’unico rimedio a tanto livore, seppure veicolato in modo così leggero, e quasi indirettamente, è il gol. Il problema, ora come ora, è riuscire a segnare, anche se la squadra non sembra più giocare per lui, quanto per Soragna.

6 Risposte a “Giglio Wonka e la fabbrica di cioccolato”


  1. 1 Sanna beat Ottobre 15, 2008 alle 7:39 am

    invece di scrivere tante belinate perchè non vieni in pullman a vedere il savona?

  2. 2 redazione Ottobre 15, 2008 alle 3:23 pm

    Gentile Sanna beat,

    quando lasci un commento su questo sito, rivolto a noi amministratori, devi prima di tutto tenere conto che non ti rivolgi ad una sola persona, ma a più di un redattore. Siamo, infatti, un gruppo molto affiatato e seguiamo il Savona da moltissimo tempo, fin da quando eravamo ragazzi e prima della parentesi-Piro i biancoblù erano in C2.

    Se fossimo più anziani, probabilmente, l’avremmo visto anche in altre serie, perché ci spinge una genuina passione che ci ha portato su tanti campi minori e su tanti campi più importanti, solo perché, per noi, come recita il titolo che vedi qui sopra, “bianco” e “blù” non sono due colori qualsiasi, ma quelli della “vittoria”.

    Se a te i nostri post non convincono, nessuno ti obbliga a leggerli (c’è già tanta gente che lo fa, ed anzi in tanti, quando l’anno scorso presi da un certo sconforto abbiamo smesso di scrivere, ci hanno scritto per esortarci a tornare online). Nessuno tantomeno ti obbliga a lasciare commenti poco simpatici.

    Il Savona è patrimonio di tutti i tifosi, non solo di quelli che usano un pullman per andare in trasferta. C’è gente che molto semplicemente prende un treno, o usa un’auto, o va a piedi, come abbiamo fatto noi in diverse occasioni.

    Ti assicuriamo che conosciamo tanto bene il Savona anche solo perché non siamo mai stati passivi spettatori: non a caso la nostra redazione, quando ha partecipato al sannapoint, ha vinto. Purtroppo o per fortuna, conosciamo bene il calcio minore, conosciamo bene l’ambiente savonese e siamo abbastanza esperti da leggere dietro le righe quando c’è da farlo; conosciamo bene il calcio e i suoi meccanismi e siamo abbastanza intelligenti da saperli descrivere sia quando funzionano bene sia quando funzionano meno bene.

    Questo sito, inoltre, è sempre stato un luogo di comunicazione serio e leggero insieme: un impegno di rigore e contemporaneamente di divertissement che abbiamo sempre rispettato, al di là delle tante provocazioni ricevute, alcune perfino di bassa lega.

    E, per quanto a qualcuno possa dare fastidio, questo blog continuerà a svolgere l’impegno che ha preso in questi termini finché questa redazione avrà la forza di farlo.

    La redazione del blog biancoeblu.wordpress.com

  3. 3 bravissimi! Ottobre 16, 2008 alle 1:52 pm

    SIETE GLI UNICI CHE DITE LA VERITA’!!!! CONTINUATE COSI’!!!!! DATEGLI ADDOSSO!!!!!

  4. 4 bravissimi! Ottobre 16, 2008 alle 1:53 pm

    SANNA BEAT, ARRIPIJATEEEEEEEEEEEEEEEE

  5. 5 blues man Ottobre 17, 2008 alle 5:32 pm

    io non ho mai visto voi di questa fantomatica redazione. fatevi riconoscere, no? andate in giro con un cartellino con su scritto biancoeblu!!!!

  6. 6 savonese doc Ottobre 17, 2008 alle 5:38 pm

    il sito a me piace, chemme frega chi scrive?


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