Archivio per Novembre 2008

I sogni finiscono nel cassetto, ma attenzione non diventino incubi!

brando_the_godfatherLa sconfitta patita a Casale per 2-0 chiude in pratica quasi definitivamente ogni illusorio e velleitario sogno di gloria per l’annata 2008/2009 degli striscioni. Qui si vogliono fare alcune riflessioni costruttive sulle motivazioni di tale pesante battuta d’arresto e tentare di trovare i dovuti correttivi per cercare di evitare che la stagione non sia solo anonima, come paventano molti tifosi, ma che non sfoci in qualcosa di peggio.

La zona playout è, infatti, a soli tre punti con Entella, Rivoli e Albese ed il Cuneo – fresco vincitore in casa sul quotato Spezia – è a quattro punti. S’aggiunga, poi, che l’Entella ha già fatto un punto al Bacigalupo, il Rivoli addirittura tre, l’Albese è attesa a Savona all’inizio del girone di ritorno dopo il sudato punto conquistato con uno 0-0 in Piemonte (penultima partita della gestione Biffi), mentre il Cuneo è atteso domenica prossima a Savona in una partita, questa sì di cartello per la salvezza, da vincere ad ogni costo (anche solo il pareggio sarebbe una tragedia, visto il girone di ritorno di ferro in chiave zona retrocessione che attende i biancoblù).

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A Casale i fenomeni tornano sulla terra

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Non era una squadra schiacciasassi quella che faceva fatica a battere il Ciriè e il Giaveno. Non era una corazzata quella che riusciva a vincere a Settimo Torinese con due generosi rigori. Non era una macchina asfaltatrice (questa metafora ancora è simpaticamente utilizzata da qualche tifoso assurdamente ottimista) quella che si faceva imporre, con qualche difficoltà, il pareggio da Sestri Levante e Entella.

Non si vede davvero come si potesse chiedere a questo Savona mediocre di vincere su un campo tradizionalmente difficile come quello di Casale, dove perfino la squadra di Grabinski e Riolfo aveva faticato. Era naturale che le cose andassero così come sono andate. Chi ci piange sopra, compreso l’immarcescibile Bortolas, o non capisce un’acca di calcio oppure è in mala fede.

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E’ la crisi, bellezza

3809ae8d71f3761b5e35b666ea3cb7b7A Savona, qualcuno si lamenta che la squadra gioca male, che l’allenatore non fa il suo dovere e che la società fa proclami senza sostanza, chiamando a raccolta il tifo, ma senza dare garanzie di sorta. Qualcuno si lamenta anche che non si prendono rinforzi, che lo Spezia fa man bassa di giocatori, mentre i tanti proprietari del team  biancoblù al massimo fanno lo sforzo di restare sul loro cadreghino, raccontando bugie a tutto spiano, senza avere uno straccio di progetto in cui credere.

Qualcuno, poi, arriva ad affermare che basta, bisogna finirla davvero qui: che la società venda la squadra, lo faccia subito, perché non è possibile essere fuori dai giochi a novembre, com’è stato anche l’anno scorso. E qualcuno afferma pure che “lorsignori” sono tutti burattinai che si gingillano col loro giocattolo e che, quando molleranno la presa, sarà sempre troppo tardi.

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Pagelle di Savona-Entella (16 novembre 2008)

Gianmarco Fiory, voto: 6+, quasi ordinaria amministrazione, ma salva la porta da un gol quasi fatto. Non è abilissimo, però, nei rinvii: quasi mai ha superato la metà campo. Da rivedere.

Thomas Sofrà, voto: 5-, sempre in affanno in difesa davanti al suo avversario. Viene spostato sull’altra fascia da una assurda decisione di Bortolas, che, peraltro, lo fa giocare in difesa, quando il giocatore è più centrocampista.

Luca Riggio, voto: 5/6, una partita senz’alti né bassi, ma piuttosto anonima. I suoi tanto decatantati cross sono un’invenzione giornalistica. Spostato sulla destra, fa anche peggio, visto che è un sinistro.

Alessio Salis, voto: 4/5, meglio in fase di interdizione rispetto al solito, riesce perfino ad arpionare qualche palla vagante nella sua zona di competenza. Tuttavia, la sua partecipazione alla manovra è talmente poco incisiva da far sembrare che a far tutto sia Di Pietro, con il quale va a corrente alternata – un tempo per uno. Purtroppo, non c’è da farsi illusioni: difficile che il giocatore, ancora così imberbe, faccia miglioramenti straordinari in poco tempo. Molto dovrebbe fare un allenatore serio: a parte le motivazioni, bisognerebbe dare ai centrocampisti qualche altra idea, oltre all’imperativo: colpisci tutto ciò che si muove intorno a te.

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Contro l’Entella molte scuse e poche attenuanti

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Il Savona di questa domenica, trovandosi davanti ad una squadra tosta e combattiva, si scioglie come neve al sole, visto che non può giocare in contropiede. E’ la solita partita abulica, senza testa, con l’attenuante (scarsina, in verità) dell’assenza di Salafrica, del quale s’è parlato molto a sproposito ultimamente, da parte di tutti, società inclusa, e di Borracino, che, però, è stata decisione di Bortolas non schierare (del resto, annunciata dal solito articolo scritto-in-ginocchio in settimana).

Il giornale che fa da megafono alle (presunte) verità societarie proprio la mattina del giorno del match usciva con un titolone che già metteva sul chi va là tutti quanti gli attori del teatrino biancoblù: “Savona al derby con i giovanissimi”, come dire: abbiamo già una scusa pronta.

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Il Savona alla prova di maturità: ci spiace, ripassi l’anno prossimo

Biella non porta fortuna – l’avevano detto i giornali, l’aveva anticipato il cantore dell’ovvio dalle pagine del Secolo (gran lavoro quello di sfogliare un almanacco e poi infilare due o tre super-eroi di un’epoca che non esiste più e ha lasciato solo una leggera scia in questo Savona che di epico ha solo gli errori). Panucci, da uomo di calcio navigato, l’aveva annunciato, con candore: non è questa la partita più importante della stagione.

Ma i tifosi? Naturalmente, dopo aver trionfato nel pantano contro il Valdaosta e contro due o tre squadrette incomplete, o in piena emergenza (tipo la Pro Settimo, che da quando ha perso in casa dal Savona non ha più sbagliato nulla), tutti pensavano di andare a Biella e tornare con tre-quattro-forse anche cinque punti. Siccome i nomi delle squadre hanno peso (ovviamente) e Biella che nome è rispetto a Savona? (mah, forse dimenticano che nelle ultime stagioni i tifosi piemontesi hanno visto una squadra in C2, qui a Savona invece al massimo s’è vista la farinata senza ceci), il tifoso medio savonese fingeva di non sapere che 1. la Biellese è più forte del Savona attuale; 2. se fosse stata completa, l’avrebbe ridicolizzato; 3. senza centrocampo non si può pensare di dominare una squadra più organizzata.

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Un pantano, e il Val d’Aosta è domato

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Piove sul Bacigalupo. Piove come era previsto in questo mercoledì calcistico. C’è molta gente sugli spalti. In tanti cantano, ma, proprio mentre la partita si infiamma e i Valdostani, complice la solita disattenzione della difesa savonese, passano in vantaggio e poi vengono travolti, la pioggia diventa acquazzone ed è un fuggi fuggi.

Cosa dire di un match giocato su un campo al limite della regolarità? Di una partita intravista solamente tra le folate di vento e le minacce delle nuvole? Niente o poco più. In un Bacigalupo che tiene ancora, nonostante la tarda età, e che solo chi vuole sostituirlo e lucrarci sopra cerca di mandare in malora, nel pantano inverecondo s’è trovata meglio la squadra con meno qualità e meno leggerina, il Savona. E ha giocato con caparbietà il suo giocatore meno tecnico in assoluto, quello che ha i piedi a ferro da stiro, come si racconta sui forum – Lorenzo Storno.

 

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Super-Giribaldi sulla strada della Pro Settimo

Sarebbe stata un’altra partita da raccontare se nella porta dei biancoblù non ci fosse stato Giribaldi. E’ di nuovo merito suo se la barca-Savona non è affondata nel fango di Settimo Torinese. Sul campo sportivo della Pro Settimo e Eureka, infatti, s’è quasi consumato una nuova tragedia, quando i dilettanti piemontesi, guidati dall’ottimo Ricky Milani, hanno colpito due traverse e fallito un rigore, parato dal magico portiere ligure.

Strepitosa la forma di Giribaldi, già autore di una preziosa prova contro il Sestri Levante, che, se non fosse stato per lui, sarebbe passato a Savona (tra l’altro questa domenica, sconfitto in casa dall’Albese, a dimostrazione della sua reale forza d’urto).

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