Archivio per Dicembre 2008

E un felice anno nuovo!

Colti da un irrefrenabile desiderio, anche noi del blog biancoeblu – i colori della vittoria abbiamo deciso di augurare a tutti un caloroso buon anno.

Auguri di un felice anno nuovo a tutti gli pseudo-allenatori che si sono succeduti alla guida del Savona: grazie davvero a Celestini, Biffi e Bortolas. Vi ringraziamo davvero per aver tenuto fuori squadra i giocatori migliori, fatto avanzare quelli destinati a panchina anche in terza categoria, sistemato i portieri all’attacco e gli attaccanti sulla sinistra, perché magari messi al posto giusto segnano e turbano gli equilibri dello spogliatoio. Si vede che a Coverciano avete imparato i dettami di Felice Tufano: bravi, davvero bravissimi.

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Il bel “carattere” di Troiano

La squalifica per tre giornate inflitte a Troiano per aver colpito un barelliere nel dopo-partita di Lavagnese-Savona è talmente ridicola che sembrerebbe inventata.

Che un giocatore del talento di Troiano sia ancora in serie D, dopo aver calcato palcoscenici di maggiore importanza nella sua carriera, e soprattutto che si sia deciso ad accettare l’ingaggio di una società come quella di Savona, ora è leggermente più spiegabile.

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Residuati bellici alla Bortolas

L’aveva detto, l’immarcescibile allenatore dei biancoblù: dobbiamo giocare con animosità. Intendiamoci: non aveva detto, dobbiamo giocare bene. Bene è qualcosa di eccessivo per questa finta squadra, ora che tutti i giocatori migliori hanno fatto le valigie, o le staranno per fare.

Resta solo chi non ha da ridire sulla conduzione tecnica. Resta solo chi abbassa la testa e, anche se non è d’accordo, cede. Naturalmente, Giglio e Riccardi hanno levato la tenda.

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La costruzione di una squadra vincente

Quando si ci pone (e lo si proclama) l’obiettivo di vincere il campionato, esiste solo una ricetta (per altro non infallibile): investire una cifra variabile tra 1 e 2 milioni di euro. Ovviamente non bastano i soldi – bisogna saperli spendere (questo è ancor più vero quando il budget non è così faraonico), ovvero occorre ingaggiare un mister di categoria e che possibilmente abbia già vinto il torneo, acquistare tredici giocatori adulti bravi e avere/ acquistare dodici juniores validi.

In sostanza bisogna costruire due squadre vincenti e perfettamente interscambiabili. Per un 4-4-2 vincente, dunque, servono: un portiere, due difensori centrali, due centrocampisti centrali e due punte, tutti adulti e molto forti, con i giovani lasciati sulle fasce di difesa e centrocampo. Gli altri sei adulti non saranno altro che le riserve dei sei fuori quota che partono titolari. 

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Soluzioni coerenti al rompicapo-Savona

20080327_cuboIl Savona così com’è attualmente può solo retrocedere. Chi dovrebbe segnare in questa squadra? Non c’è neppure l’ombra di un leader in attacco, dello stoccatore che, guarda caso, s’era comprato in estate e poi s’è lasciato che se ne andasse, chissà per quale strano motivo.

Bisogna, perciò, o tornare pesantemente sul mercato, facendo quel che non s’è fatto a inizio stagione (cioé spendere), o fare le nozze con i fichi secchi, cioé far rendere quel poco che passa il convento (quanto a chi sostiene che dovrebbe giocare una squadra di soli under, si spera che questa sia solo una provocazione, visto che chiunque lo credesse non avrebbe, nonostante i dati lo dimostrino ampiamente, ancora capito che da questo momento in avanti non è più in discussione la promozione del Savona, ma solo ed esclusivamente la sua salvezza).

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Auguri a Feliciello

La partita di oggi contro la (rimaneggiatissima e infarcita di giovani) Sestrese del principe Balboni, disastrosa sia per il risultato sia per il gioco espresso dal Savona, ci porta, finalmente, a toccare con mano l’amara realtà della situazione: il materiale umano a disposizione degli striscioni non è da serie D, bensì da Eccellenza. Per sgombrare il campo da ogni equivoco è doveroso premettere che il risultato è giusto: se c’è stata una squadra che ha meritato di vincere la partita questa è stata la Sestrese.

Le novità oggi in campo sono state essenzialmente due: Troiano e Cota a centrocampo e la posizione di Soragna punta unica con in appoggio due mezze punte (Colombo e Riccardi). Entrambe sono state un disastro.

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La solita parabola delle punte savonesi: da mito a m***a

giglio

Comunque vada a finire la storia di Raffaele Giglio al Savona calcio, che come anticipato da www.savonasport.it non dovrebbe far più parte della compagine biancoblù da ieri sera, subito dopo il taglio (poco sofferto) di Michele Salafrica, siamo alle solite. Al Bacigalupo, infatti, calciatori anche più grandi di Giglio hanno sofferto l’incostante umore della gradinata, supportata in questo ondeggiamento anche da alcuni dei giornalisti locali, particolarmente abili nel riconoscere i giocatori dotati (ovviamente siamo ironici).

Potremmo parlare di Tozzi Borsoi, che un emerito commentatore radiofonico, dal fine intuito calcistico, soprannominò Fantozzi e poi non ebbe niente da correggere quando il suddetto passò dal Savona al Borgomanero, finendo per fare ai biancoblù anche un comodo gol di testa, e successivamente scalò tutte le serie professionistiche, finendo perfino in serie B (ora, per la verità, è comodo comodo titolare nella Ternana, in serie C1).

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Ritratto di Alessandro Troiano, tra infortuni e gomitate

1014Un ritratto di Alessandro Troiano deve cominciare, a forza, con un elogio per le sue qualità di atleta. Quasi dovunque, infatti, egli sembra aver messo davanti a altre considerazioni l’interesse per l’ambiente dove sarebbe andato a giocare.  Quando, ad es., in C2 con la Palmese (stagione 2003/ 2004), dove peraltro giocava pochissimo (solo 10 gettoni), decise di scendere in Eccellenza con il Varese, lo fece perché, come ebbe a dichiarare, era sicuro della società – perché, come si direbbe dalle nostre parti, credeva nel progetto. Peccato che in tutta la stagione non abbia fatto una presenza.

Gli andò meglio l’anno dopo, quando il Varese era salito in serie D, l’anno della retrocessione del Savona, che però fu l’unica squadra contro cui la compagine lombarda non passeggiò: 28 partite e ben 4 gol, seppure nel ruolo di mediano (non quello di regista).

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Chiamatelo come volete, ma cambiate modulo

Nel disastro sportivo e tecnico del Savona finalmente qualcosa si muove e non ci riferiamo agli arrivi di Feliciello e Troiano (aspetti comunque positivi in questa delicata fase del campionato), bensì al fatto che, sulle pagine di un noto quotidiano locale, si comincia a mettere in dubbio la fede nello schema tattico del 4-4-2, fede finora praticata in maniera assoluta bollando chiunque avesse un parere diverso di eresia e quindi passibile di rogo purificatorio.

Addirittura si riconosce che gli unici risultati positivi negli ultimi 10 anni si sono ottenuti con altri moduli (ricordiamo, per gli smemorati di turno che hanno improvvisamente recuperato l’uso della memoria, una vittoria in serie D con il 3-4-3 costruito nel seguente modo: lo juniores Iacono tra i pali, difensori da destra a sinistra Di Gioia-Biffi-Barone, centrocampisti centrali Perrella-Bracaloni, centrocampisti di fascia e juniores Delucis-Contino, attaccanti da destra a sinistra Peluffo, Aloe, Lamberti, schema che diventava il 5-4-1 scalando indietro gli esterni di difesa e centrocampo).

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Il Cuneo ruba l’anima al Savona, ovvero su come Bortolas affoghi, stavolta, nel fango

Poteva essere la partita del riscatto. E’ stata la partita della disperazione. Il Cuneo, del resto, non è niente affatto un cliente facile. A parte il successo contro lo Spezia, Bortolas, forse, avrebbe dovuto guardare al ruolino di marcia della sua ex squadra: pochi gol fatti, ma anche pochissimi subiti.

Il Cuneo è, insomma, tutto quello che il Savona, neppure quello gestito dal nuovo trainer, con tanta approssimazione peraltro, non sarà mai: una squadra di calcio solida, con individualità sopra la media, le quali, peraltro, vengono fatte giocare, non lasciate ammuffire in panchina (tipo Riccardi, ad es.).

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