Chi vuole la serie C

Proviamo a spiegare. Si immagina che sia difficile farlo: lo abbiamo fatto per mesi, inascoltati. Poi, ahimé, i fatti, come sempre in questi anni, ci hanno dato ragione (i fatti, non le parole: sinonimo di coerenza e di piedi-per-terra).

Non c’è neppure lontanamente la possibilità che il Savona, nel breve periodo, abbia la fortuna di giocare stabilmente in serie C. Diciamolo, perché altrimenti tutto il resto, ivi comprese le polemiche su stadi e partite, lascia francamente il tempo che trova. La città Savona NON si può permettere ora come ora la serie C. Basta guardare alle notizie che vengono da altre città ben più importanti e ricche: il Pescara che non riesce a finire il campionato, il Venezia che gioca senz’esser pagato da mesi, tanto per citare i due esempi più importanti. La situazione è talmente critica che addirittura quando una società calcistica riesce ad essere regolare negli emolumenti, i giornalisti la indicano come un miracolo.

Ecco perché a Savona non può tornare, nei tempi brevi, la serie C, a meno che non arrivi un milionario pieno di tanti bei soldoni, che si innamora della città perché una donna gli fa palpitare il cuore, o perché paga una scommessa ad un caro amico. Possibilità che succeda? Probabilmente, una su un milione, come cantava Alex Britti.

E allora, tutto il resto viene di conseguenza. Questa dove viviamo non è una città ricca. Al massimo, possono rendere qualcosa, ma per qualche breve periodo, le aree edificabili, come quella dove, infatti, sta per essere smantellato il Bacigalupo. Che si puntasse a questo, tra l’altro, è un segreto di Pulcinella. Quando, per dirne una, non ci fu una levata di scudi contro la decisione di far giocare il Savona per un anno lontano dal proprio stadio, si stava già cominciando quella allegra manovra che ora viene fuori dalla constatazione che ormai il Bagicalupo è da buttar via. Infatti. ORA lo è, dopo la simpatica incuria con cui è stato gestito in questo periodo.

Ma al tempo, quando il potente di turno prese questa decisione, quella di affossare un patrimonio della città, non solo della tifoseria, non ci fu nessuno a, tanto per cambiare, contestare.  Tutti, o quasi, pensavano ad imprese faraoniche, a costruzioni nuove e mirabolanti: ad un Bagicalupo sullo stile del Maracanà. Infatti, come ben si sa, i 75 paganti delle partite interne del Savona hanno bisogno di una struttura del genere.

E’ sempre un po’ questa leggerezza che inquieta in chi contesta senza memoria, ma magari solo tramite tastiera, rigorosamente, perché mica siamo davanti a Russo o Piro.

3 Risposte a “Chi vuole la serie C”


  1. 1 OLANDESE VOLANTE Aprile 4, 2009 alle 3:32 pm

    purtroppo il calcio e diventato diverso da quando ero giovane……….. tutto soldi e danaro…………. giusto dire che le piccole citta non anno possibilita!

    mi spiace per Savona, che conosco.

  2. 2 Max Aprile 5, 2009 alle 5:55 am

    Le tue solite caxxate, ci sono realtà più piccole che si permettono squadre in B, vedi Frosinone, C1 (o prima), e peggio ancora in C2, e tu sei sepre qui a disquisire di ste stronzate, invece di perder tempo a dar giudizi sugli altri, vieni a veder le partite e se non ti va bene coincia tu a contestare, altro che ti metti in cattedra. Prendi esempio dai tuoi colleghi, che sono professionali e tengono i siti aggiornati (a differenza tua), e soprattutto non si permettono di dare consigli ai tifosi (firmando i loro articoli…).
    Tu spari su tutti, da anonimo, e ciò oltre a non renderti credibile non ti fa onore (altro che “REDAZIONE DEI MIE STIVALONI…”. Un ultima cosa, a scuola torna tu, impara a scrivere come si deve dagli altri siti, che oltre che cazzate non scrivi!
    Sveglia!!!

  3. 3 biancoblu' triste Aprile 5, 2009 alle 7:30 am

    Concordo, purtroppo il calcio attuale lo fanno i soldi e non la passione….e i soldi sono finiti da “quasi” tutte le parti: si vocifera di una superlega europea che supererebbe nei fatti (sicuramente nei diritti televisivi) i campionati nazionali con partecipanti i soliti noti: ce lo meritiamo…..non riusciamo mai a vedere il bicchiere mezzo pieno e piangiamo sempre,sognando glorie irrangiungibili. Forse quando non avremo più niente (a livello calcistico….a livello economico è già successo) ci renderemo conto. Continuo, pur sforzandomi, a non ricordare negli ultimi 25 anni, ad esclusione della parentesi Piro, campionati diversi dall’Interregionale/D (addirittura una stagione in promozione e due in eccellenza….) e non le ho mai reputate stagioni disonorevoli…..anzi in talune occasioni si sono viste squadre con un discreto gioco. Nessuno segnala che la vera crisi tecnica di queste categorie è, a mio parere, l’aver obbligato le squadre a schierare un numero abnorme di under, ciò ha ottenuto solo due risultati: deprimere tecnicamente la serie e “bruciare” centinaia di giovani calciatori che andavano inseriti gradualmente….


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