
“Ha una bella castagna”, dicono di lui. Il lui in questione è Stefano Cagliani, attaccante del 1988 portato a Savona da Geremia Armienti, che lo conosce bene, in quanto l’anno scorso il ragazzo era nel Pontedecimo, in Eccellenza. Una stagione, quella vissuta dalla squadra, in chiaroscuro: quasi subito fuori dalla zona che conta, cioé in sostanza i primi due posti, il Pontedecimo s’è ripreso soprattutto nel finale, facendo un buon numero di risultati utili consecutivi, che tuttavia sono serviti a poco.
Armienti, poi, s’è trovato a sostenere la cordata che ha acquistato il Savona calcio e si sa come siano andate le cose. Stefano, dunque, è un suo pupillo, presentato dallo stesso con parole d’elogio.
Cagliani non è al suo esordio in serie D, peraltro: ci è già stato nella stagione 2006-2007, alle dipendenze di Salvatore Mango, al Sestri Levante. Mango lo conosceva dalla stagione precedente, quando allenava le giovanili della Sampdoria, dove Cagliani stava crescendo. Quell’anno, si mise in luce tanto da essere convocato per le selezioni per la rappresentativa di D al torneo di Viareggio, assieme al compagno di squadra Manuel Ustolin, a tre biancoblù (Luca Giribaldi, Luca Vanoli e Fabio Concas) e a due rossoblù, spesso avvicinati al Savona stesso (Gabriele Eretta e Andrea Baudi).
L’anno successivo, Cagliani torna indietro di una categoria, finendo alla Pro Recco, dove trova come allenatore Pierluigi Crovetto e ha come compagni due altri Cagliani: i centrocampisti Marco (‘85) e Pietro (‘82). La squadra è costruita, in attacco, da giovanissimi: a parte Stefano, il poco più grande Federico Callero (‘85), e i parietà Jacopo Caruso (‘88) e Simone Marcutti (‘88), sotto la guida del più esperto Domenico Rignanese (‘73). Alla fine della stagione, Cagliani ha segnato 16 gol: un’ottima impresa.
In estate, le cronache lo danno in passaggio al Rovigo, appena retrocesso dal campionato di Seconda Divisione, assieme a Raffaele Dell’Anno (un altro 1988, che viene dal Saluzzo). Poi, l’approdo a Pontedecimo, dove Stefano si dimostra un giocatore in crescita, anche se ancora, secondo alcuni critici, immaturo caratterialmente.
In campionato, segna quanto Simone Lupo (Andora), Mauro Narizzano (Busalla) e Simone Occhipinti (Bogliasco), quasi tutti vecchie conoscenze biancoblù, come lo sono i calciatori che lo superano in classifica marcatori (Gianni Florio, Rapallo, 25 segnature; Davide Andorno,Loanesi, e Christian Cattardico, Borgorosso Arenzano, 18; l’indimenticabile Marco Prunecchi, Argentina, 14; Andrea Cecchini, Bogliasco, e Rosario Granvillano, Corniglianese, 13; il mai sempre troppo poco rimpianto Roberto Iannolo, Vado e Loanesi, 12). Ma soprattutto segna il giorno del suo compleanno alla Caperanese (era lo scorso 20 aprile), quando dichiara:
E´ una vittoria davvero importante per la squadra e sono felice di aver dato il mio contributo. Di sicuro non poteva esserci modo migliore per festeggiare il mio compleanno.
Da buona cuspide tra ariete e toro, ha sempre racimolato qualche ammonizione di troppo, alle quali si aggiunge anche una espulsione rimediata, guarda caso, l’ultima giornata dello scorso campionato, contro il Focevara: è il 3 maggio, ha segnato due gol e la partita è già in pratica archiviata, visto che si è sul 5-0. Cagliani, però, ingenuamente si fa cacciare dal campo assieme al suo avversario Santunione, per reciproche scorrettezze, quando il match è già al 79′.
Scommetto su di lui e so di vincere… è un grandissimo.