Santiago, un nome assai evocativo, così come il cognome, che ha già fatto sbizzarrire i tifosi biancoblù, nasce il 20 luglio 1989 nella provincia di Cordoba, in Argentina. La famiglia è per metà italiana, tanto che Sogno ha la doppia cittadinanza e quindi non dovrà essere contato come extracomunitario, semmai dovesse essere titolare, quest’anno, come probabilmente sarà, con il Savona.
Cresciuto nelle giovanili del Belgrano di Cordoba, attualmente non nella serie A argentina, com’è stato erroneamente detto, ma nella Primera B Nacional, cioé nella Seconda Divisione (e al tempo, cioé nella stagione 2005-2006, nella Promociòn), lo stesso club dove esordisce Grabinski, a 17 anni, Santiago segue perlomeno in parte le orme del suo più famoso (perlomeno qui in provincia) ex compagno ed arriva, diciottenne, in Italia, nel 2006, quando indossa la maglia della terza squadra di Milano, il Brera, in Promozione, girone F. Chissà come mai nessuno ricorda questo passaggio della carriera di Santiago, eppure importante, trattandosi di una società milanese, anche se in una categoria non certo professionistica (giusto per ricordare, Grabinski, quando arriva in Italia, firma per il Perugia di Gaucci). La squadra, tra l’altro, trascinata anche dalle sue segnature, arriva ai play-off per l’accesso all’Eccellenza, senza però fortuna. L’anno seguente, in ossequio ad una propria regola non scritta, il Brera, una società che non fa nessun proclama, anzi che tende a considerare con sportività anche le sconfitte (e con una tifoseria che, comunque e ovunque, segue la squadra, senza che essa sia costretta a inseguire “sogni” di gloria, e che anzi si fa un vanto di stare dalla parte di un team relativamente debole e spesso asfaltato), cede tre giocatori: Nabil Benloukilia, Ignacio Daniel Pacci e appunto Santiago Sogno, che passa di categoria e diventa il bomber designato del Valle d’Aosta.
Anche Nabil, marocchino di nascita e attaccante di professione, viene comprato dalla ambiziosa società della Valle, ma nel 2008-2009 fa una stagione in Seconda Divisione, all’Igea Virtus, dove colleziona solo 6 gettoni di presenza, mentre l’altro argentino Pacci ora è giocatore del Napoli, che com’è noto gioca in serie A. Dunque un Brera notevole, almeno in quella stagione, mentre la successiva non fu tanto fortunata per mister Davide Pelusi.
La carriera di Sogno alla Valle d’Aosta è già più conosciuta: nel 2007-2008, una volta ingaggiato, contribuisce, con 17 gol, a far vincere alla squadra il campionato di Eccellenza (ed è anche capocannoniere del torneo), mentre la stagione successiva segna 11 reti nel campionato di serie D, una proprio contro il Savona nella vittoria casalinga della squadra aostana contro i biancoblù (19 marzo).
Nel 2008, quando ancora gioca in Eccellenza,partecipa al Torneo delle Regioni, giunto alla quarantasettesima edizione, tenutosi in Veneto dal 18 al 25 marzo 2008: schierato con il Piemonte, naturalmente, è tra gli artefici, anche senza segnare moltissimo, della vittoria finale della sua squadra contro il Veneto (1-0, per la cronaca rete di Jeremias Busato). Ha anche la soddisfazione di essere prima convocato per il 6 ottobre 2008, al raduno di Carate Brianza, tra i migliori giocatori dei gironi di serie D del nord-ovest dal coordinatore della rappresentativa di categoria, Roberto Polverelli; e poi di essere ancora presente, il 7 ottobre, al raduno della rappresentativa, che parteciperà al Torneo giovanile internazionale di Viareggio, anche se poi non viene convocato per questa manifestazione.
Complice la buona prestazione in campo, Sogno a luglio è inseguito, oltre che dal Savona, anche dal Chieti, il cui d.s. Battisti, poi, opta per Mattia Mainella, attaccante della Virtus Lanciano, una volta che la pista che porta a Santiago si raffredda inesorabilmente. Sogno è, dunque, probabilmente un giovane che può avere un futuro anche importante nel calcio dilettantistico, forse è ora meno fortunato rispetto ad altri coetanei, che hanno avuto, magari, un procuratore più intraprendente o amici influenti. Ecco che allora un amico, dall’America Latina, ironizza sulle sue qualità calcistiche e sul fatto che se ne sia andato via dall’Argentina, dicendo, seppure con benevolenza su di lui:
Es de Racing. Que hace en Italia? Vende pizza?
Speriamo, per il bene del Savona, che faccia i gol, e non i calzoni farciti.
Sogno è stato grande finché è durato qui. Buon acquisto per il Savona. Peccato per noi.
come mai non si possono lasciare commenti su tutti i post?????
allora meglio Grabinski!!!!
Io conosco Sogno: quello è un grande. vedrete che vi stupirà. grazie dello spazio!
e un animal lo conosco
santiago è un ragazzo d’oro e ha molto talento. chi ne parla male è solo invidioso:-)!!! ha un cuore grandissimo ed è uno dei ragazzi più educati ed eleganti che abbia mai conosciuto!! forza santi, continua così