Savona – Sarzanese 2-1. Il risveglio non è stato doloroso

Tutti s’erano un po’ illusi, dopo le due recenti partite, che il campionato fosse più da bitumare che altro. Poi, ogni tanto, ci si risveglia anche dai bei sogni e si scopre che una buona squadra, ma senza stelle da serie C, sistemata con accortezza da un allenatore poco strombazzato, ma bravo, può mettere in ansia anche super-Iacolino e la sua simpatica canaglieria.

La partita di questo pomeriggio, finita comunque con una vittoria, è stata perfino piacevole, ma più per le manovre tranquille e precise dei Sarzanesi che per la confusione del centrocampo savonese, pieno di tanti solisti, ma privo di un gioco ordinato (come s’era visto peraltro già con la Sestrese in casa). Viene voglia di dire che forse da un complesso così importante dal punto di vista dei numeri ci si aspetta qualcosa di più in fase di manovra, e magari perfino l’applicazione di qualche schema.

D’altra parte, i campionati qualche volta si vincono anche e solo spingendo sull’acceleratore, piazzando le zampate vincenti e tramortendo gli avversari. Qualche volta, però, li vincono le squadre vere, quelle che giocano a memoria, che sanno costruire trame di gioco, non solo quelle che la buttano in avanti nella speranza che succeda qualcosa, o che venga assegnato un rigore (come facevano l’Ivrea e l’Alessandria di iacoliniana memoria). L’anno scorso, per ricordare eventi che non sono lontani mille miglia dai tifosi biancoblù, ha trionfato la Biellese, non lo Spezia, che per ottenere la Seconda Divisione ha dovuto aspettare i ripescaggi (ai quali, peraltro, secondo le regole non avrebbe dovuto nemmeno partecipare).

Naturalmente, il destino quest’anno è un po’ diverso. Il Savona seppur forte non regge il confronto con il battaglione spezzino della scorsa stagione, ma neppure si vede lontanamente una squadra che assomigli, anche solo vagamente, alla Biellese 2008-2009, e non si può pensare che quel ruolo possa essere interpretato dal Settimo (che peraltro è alla sua seconda vittoria) o dall’Entella, che in avanti ha come punto di forza uno “scarto” biancoblù come Soragna.

D’altra parte, tuttavia, non si può neppure passare sotto silenzio la pochezza del gioco impostato in questi mesi dall’allenatore biancoblù. Se questo è il calcio che ha trasmesso ai suoi uomini, non si vede proprio dove il suo ingaggio abbia significato un valore aggiunto per la squadra. Di fronte ad un Sottili intelligente e sornione, che ha sbagliato, probabilmente, solo a far accomodare in panchina Cesarini (pare, peraltro, che sia stato costretto perché il giocatore aveva forti dolori allo stomaco), Iacolino s’è trovato diverse volte in difficoltà e, messo davanti ad un modulo simile se non speculare, non è riuscito a coordinare gli uomini, seppure avesse sulla carta la squadra più forte. E’ bastata una Sarzanese quadrata, ben schierata in campo, per dimostrare la pochezza dell’impostazione iacoliniana, che al massimo è sembrata essere un continuo atto di fede nelle qualità dei singoli (Andreotti su tutti), più che un gioco corale.

Perfino i giovani si sono lanciati all’inseguimento del loro breve momento di gloria (ne ha fatte le spese Candolini, ad es.). Purtroppo, però, il calcio è qualcos’altro che un reality show: nel calcio conta la costanza, non l’esplosione che dura un attimo. Forse a questo la squadra, che pure è uscita vittoriosa, dovrà fare attenzione nel prosieguo del campionato, anche se, ora come ora, ciò che è più urgente è registrare la difesa, piuttosto inguardabile, soprattutto dalle parti di Bruni, che ha giocato una partita davvero sottotono.

Se l’arbitro non ci avesse messo la mano, con i suoi guardialinee, il match sarebbe finito in un pareggio, che, a ben vedere, sarebbe stato più giusto per ciò che s’è visto in campo. Ai punti, peraltro, forse la Sarzanese avrebbe meritato perfino qualcosa di più, ma Pascarella s’è mostrato pronto in una o due occasioni e per i biancoblù è stata una vera fortuna. Se non fosse stato in giornata, la Sarzanese sarebbe dilagata, sia nel primo che nel secondo tempo.

Una nota a margine sulle sostituzioni di Iacolino, che non è sembrato troppo lucido e spesso s’è fatto cogliere con le mani nei capelli: togliere Andreotti è un delitto. Perfino il giocatore se n’è accorto e non è sembrato particolarmente felice della sostituzione (e usiamo un eufemismo per descrivere il delicato siparietto). L’inserimento di Chiarini a fare da attaccante aggiunto è parso un gesto da guitto da palcoscenico, così come certe dichiarazioni sulle sue straordinarie qualità (talmente straordinarie che, passati dieci secondi, s’è fatto espellere – un gesto che ha ricordato un po’ Di Pietro).

Insomma, le grandi squadre, anche quando sono in difficoltà, riescono a vincere. Che il Savona lo abbia fatto oggi, è un segno in qualche modo positivo, a patto che tutti si siano resi conto delle difficoltà e che ne facciano al più presto tesoro.

4 Risposte a “Savona – Sarzanese 2-1. Il risveglio non è stato doloroso”


  1. 1 Ale settembre 14, 2009 alle 8:37 pm

    Senza offesa per carita’, ma che partita hai visto????? l’arbitro li ha aiutati sfacciatamente con un rigore inesistente e negando un rigore a Marazzo grosso come una casa,per fischiare un fallo a nostro favore bisognava sparare a vista su biancoblu’!!! che non si e’ giocato bene e’ vero ma il tuo/suo commeno mi sembra catastrofico!!!! e’ da anni che non si vedeva giocare palla a terra come quest’anno e ci lamentiamo di Iacolino? mah veramente non capisco,il Savona di quest’anno non solo se la giocava con Spezia e Biellese dello scorso anno,ma gli dava 10 punti!!!!
    aspetta e vedrai,e un po’ piu’ di ottimismo belinnnnnnnn

  2. 2 nadal settembre 17, 2009 alle 3:10 pm

    mi sembra un’analisi azzeccata. ma è anche probabile che ai difetti emersi durante il match si possa far fronte facilmente. e comunque Andreotti ha giocato bene, non è stato un peso!

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