Archivio per Ottobre 2009

Il punto nel campionato di serie D

La sconfitta a Chiavari non pregiudica nulla nel campionato dei biancoblù: rimane il doppio vantaggio (+1 sull’Entella e +4 sul Casale), resta il primato. L’infortunio a Marrazzo (stasera il sito www.savonasport.it ha comunicato che si tratta di una lesione seria, per cui l’attaccante del Savona dovrà stare fuori per tre mesi almeno) potrebbe essere un ostacolo in più, ma il fatto che non sia l’unico in squadra potrebbe indicare che qualcosa è stato sbagliato nella preparazione iniziale. La società, che ha fatto della propria solidità economica un vanto, potrà, eventualmente e forse anche piuttosto velocemente, tornare sul mercato per trovare almeno due sostituti (visto che anche Andreotti non tornerà in campo così rapidamente).

Dopo questo turno, dunque, resta imbattuta solo l’Entella, che si conferma la migliore difesa e il secondo miglior attacco, dopo quello biancoblù. Torna prepotentemente alla carica dei primi posti il Casale, reduce da tre vittorie consecutive (in 270′ ha subito una sola rete a Sestri Ponente), ma pur sempre a -4 dalla vetta. La squadra sembra girare di più rispetto all’inizio disastroso di campionato, ma potrebbe anche essere un fuoco di paglia.

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Il Savona sul filo del Vasoio

E’ andata così: non ci sono attenuanti. L’Entella vince, soprattutto dal punto di vista tattico, il big match e ora i cocci sembrano tutti del Savona, che ha giocato molto al di sotto delle proprie possibilità. Era una partita relativamente importante, ma caricata emotivamente e non solo dai mass media. Anche i tifosi ci hanno messo del loro, portando simpatici gadget ai giocatori biancoblù durante l’ultima seduta di allenamento a Noli. Col senno di poi, potevano risparmiarseli.

Il risultato non è bugiardo: ha vinto giustamente l’Entella, soprattutto perché maggiormente organizzata, seppure con una tattica che sembrava da suicidio, all’inizio. L’allenatore chiavarese ha avuto coraggio, come ha lui stesso ribadito durante la sua intervista post partita, anzi sarebbe meglio dire audacia o addirittura spregiudicatezza: del resto, è dall’inizio dell’anno che ha optato per un modulo inaudito in serie D, un 4-2-3-1, sul quale prima d’ora non s’è mai visto insistere così tanto.

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Notte prima degli esami di Chiavari

Ci siamo. La partita del secolo è quasi arrivata. Iacolino, che vuole rifare il record di vittore consecutive dell’Alessandria, o anche superarlo, per passare alla storia della serie D (il che significa, in effetti, pochissimo), ci proverà: vuole vincere, a tutti i costi. Ancora poche partite e potrà seppellire anche l’esperienza mandrogna, ricordando al mondo che lui è il più forte.

Ma sulla sua strada c’è l’Entella. Non è, per ora, una squadra fondamentalmente costruita per vincere tutto: altrimenti, sarebbe a punteggio pieno (magari a dicembre, se usasse bene l’occasione della finestra di mercato). L’anno della promozione dell’Alessandria c’era una Biellese che aveva tenuto un ritmo forsennato, fino a quando aveva dovuto rifiatare, anche per via di tanti, troppo infortuni.

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Fenomeni lontano dal Bacigalupo: lo “scottante” caso Scugugia

Arrivato a Savona tra peana, scappato da Savona dopo tre misere partite e un infortunio chissà quanto diplomatico, l’allora trentasettenne Giambattista Scugugia se ne andava tagliato il 25 novembre dopo la brutta figura rimediata dalla squadra (ma non da lui) sul campo del Casale, quando l’allora presidente Romani si rese conto che forse era meglio lasciar perdere i sogni di gloria e risparmiare quel che si poteva.

Scugugia allora tornava a casa, cioé in Sardegna, all’ambizioso Tavolara, che voleva a tutti i costi ottenere la promozione e, non fosse stato per qualche dettaglio, in C2 sarebbe arrivato alla fine della stagione. Il roccioso difensore, che sostanzialmente prendeva il posto di Davide Sentinelli, anch’egli inseguito per tutta l’estate dal Savona e poi emigrato dopo Tavolara in serie C all’Alghero, firmava il 18 dicembre e il 21 era già in campo contro l’Astrea in trasferta, portando fortuna alla squadra che si imponeva per 2-1.

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Corazzate che non sfondano: Cretaz al Carpi 1909

Roberto Cretaz non sta attualmente vivendo un momento particolarmente felice al Carpi 1909: era arrivato in Emilia quest’estate con l’accompagnamento di tante belle parole sia sue:

Spero che non mi abbiamo scelto solo perché porto fortuna, ma anche per le mie doti tecniche… Battute a parte, negli ultimi anni ho sempre vinto e spero di poterlo fare qui a Carpi.

sia del suo d.s. Stefano Bonacini, tra l’altro anche azionista della società:

Cretaz non lo conosce nessuno a Carpi ma viene da una serie importante di promozioni.

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Anche il Cuneo si inchina ai biancoblù

Partita piuttosto brutta, oggi, al Bacigalupo. Il Cuneo scende in campo con una formazione fotocopia rispetto al Savona, entrambe 4-4-2 e entrambe con una difesa debole e lenta, nonostante l’arrivo di Zappella tra i Piemontesi (l’anno scorso, invece, era proprio quest’ultima il loro punto di forza). Alla fine, ai biancoblù basta il primo quarto d’ora per passare (su errore del portiere che sistema una barriera non proprio nel modo migliore), mentre il resto dell’incontro è in mano alla squadra ospite.

Lo schieramento cuneese non è, d’altra parte, impeccabile: tra tutti, Friso, che doveva giocare in difesa, viene dirottato a centrocampo e fa una discreta figura. Il centrocampo savonese, pure, non è al massimo: manca lo squalificato Garin, per cui Iacolino fa esordire Antonelli e la fortuna gli dà ancora una volta ragione, visto che lui è l’autore della rete della vittoria.

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Spigolature da portiere: Pietro Iacono torna in serie D

Vecchia conoscenza del Savona, dove giocò per diversi anni, alternando panchina e posto da titolare, tra serie D e serie C, durante la fortunata gestione Piro, Pietro Iacono è tornato proprio quest’anno, e da titolare, in serie D, dopo alcune annate nelle serie minori.

Nato a Montallegro, in provincia di Agrigento il 24 ottobre 1982, arrivava a Savona dalla Primavera della Pistoiese, con otto panchine in serie B e la stagione precedente all’Akragas, in Promozione, vicino a casa. Ed è proprio in Sicilia che è tornato a chiudere la carriera, probabilmente, ma con un posto da titolare inamovibile, che per un portiere non più under è una conquista davvero difficile.

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Un contributo al dibattito sugli stadi

Dello stadio Bacigalupo di Savona s’è parlato molto in questi anni. Quando qualche mese fa il comune fece trapelare i progetti per l’area, per la verità molto diversi l’uno dall’altro, qualcuno ebbe a lamentarsi che una delle possibilità immaginate dai tecnici fosse quella di ricostruire uno stadio più piccolo di quello attuale, con una capienza di 4000 posti.

Anche il neo-presidente Pesce, che ha comprato la squadra da pochi mesi, non poteva sottrarsi al dibattito sullo stadio, proponendosi addirittura come acquirente del Bacigalupo. Alcuni, tra l’altro, sembrano aver preso sul serio quella che non può che essere una boutade, visto che nessuno in Italia, tantomeno le miliardarie squadre di serie A, si è mai accollato una spesa tanto gigantesca e forse perfino folle.

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Sulla filosofia di un blog

Questa redazione ha deciso di intervenire una volta per tutte per evitare il proliferare anche su questo sito, che dell’educazione e del rispetto ha fatto la propria insegna, di polemiche fuori luogo o inutili. Il nostro gruppo esprime, quando vuole e senza nessun obbligo di tipo giornalistico, le proprie opinioni, dando degli eventi sportivi concernenti il Savona calcio ed ora anche altre squadre la propria personale interpretazione.

I nostri post non hanno la pretesa aprioristica di essere la verità con la v maiuscola, il dogma rivelato ai mortali, ma aspirano a rappresentare un diverso punto di vista, il quale non vuole avere niente a che fare con quello di altri organi di stampa o di altre fonti di informazione, più allineate, di volta in volta, alla vulgata di chi amministra il Savona calcio.

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11 ottobre 2009: Chieri – Savona 1-2, Nessuno ferma i biancoblù

La partita giocata domenica a Chieri non è stata strepitosa. Per un intero tempo, i biancoblù, come ha anche ammesso lo stesso Iacolino, hanno interpretato l’incontro in modo poco lucido e correndo pochissimo, rispetto ai loro avversari, peraltro decimati dall’influenza e presentatisi in una imbarazzante formazione.

Doveva essere un match già finito ancora prima di cominciare e invece è bastato un piccolo infortunio a Di Leo, con conseguente sostituzione di un difensore di ruolo con una riserva, per creare molto più che qualche grattacapo al portiere Pascarella, che alla fine è risultato essere, e non è la prima volta, uno dei migliori in campo.

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