Roberto ha passato quasi tutta la sua carriera nelle file dell’Acqui e, ora che ha quarant’anni, resta l’unica vera bandiera di una squadra che ha quasi cent’anni ed è tra le più importanti nella storia del movimento calcistico italiano.
E pensare che, quando a Savona fu scelto nel lontano 1988, aveva solo diciannove anni: era il campionato di Promozione, che allora corrispondeva alla attuale Eccellenza e i biancoblù vi furono costretti da un fatto mai del tutto chiarito riguardante la gestione societaria dell’anno precedente (un emolumento destinato all’ex allenatore Binacchi, mai versato).
Oggi, il solito articolo del Secolo XIX sul campionato di serie D e in particolare sul reclamo dell’Entella (a proposito del quale abbiamo scritto proprio ieri) metteva nero su bianco alcune inesattezze, che, francamente, sono più degne della penna di un blogger.
Ci siamo. La partita del secolo è quasi arrivata. Iacolino, che vuole rifare il record di vittore consecutive dell’Alessandria, o anche superarlo, per passare alla storia della serie D (il che significa, in effetti, pochissimo), ci proverà: vuole vincere, a tutti i costi. Ancora poche partite e potrà seppellire anche l’esperienza mandrogna, ricordando al mondo che lui è il più forte.
Ma sulla sua strada c’è l’Entella. Non è, per ora, una squadra fondamentalmente costruita per vincere tutto: altrimenti, sarebbe a punteggio pieno (magari a dicembre, se usasse bene l’occasione della finestra di mercato). L’anno della promozione dell’Alessandria c’era una Biellese che aveva tenuto un ritmo forsennato, fino a quando aveva dovuto rifiatare, anche per via di tanti, troppo infortuni.
Dopo l’affannato articolo del Secolo XIX contro l’arbitro di Savona-Sarzanese, arrivato secondo (al fotofinish) dopo l’intervento analogo di un sito internet (peccato che tutti diano torto all’arbitro riguardo al rigore, che, per quanto possa essere sembrato “generoso”, a ben vedere, è stato assegnato dal guardialinee…), in questo inizio di campionato altri lamentano di aver avuto un cattivo direttore di gara, forse a maggior merito.
Giancarlo Riolfo, ex allenatore biancoblù e ora trainer della Pro Imperia, attualmente in Promozione, nello stesso girone della Veloce di Patrick Panucci, non ha tuttavia tracimato rispetto alla normale dialettica. Anzi, sembra che non sia intervenuto a gamba levata su un avversario per meritarsi l’espulsione durante la gara Voltrese-Pro Imperia della scorsa domenica: a quanto pare, è solo rimasto zitto.
Giovane, ma con un passato relativamente importante, Carmine Marrazzo è chiamato oggi ad un salto di qualità non di poco conto: prendere a 27 anni compiuti il 26 luglio in mano l’attacco del Savona calcio e cercare di contribuire, con le sue segnature, ad una promozione cui ambisce tutto l’ambiente.
D’altra parte, l’identikit di questo poliedrico attaccante è ben diverso da quello del corazziere così come della prima punta che segna gol su gol. Fisicamente piccolo, Marrazzo ha dato il meglio di sé quando schierato assieme ad attaccanti alti e massicci (come il senegalese Diagne o al più noto per i tifosi della D Michel Alberti): quasi mai utilizzato come prima punta, difficilmente lo potrà essere anche in un campionato relativamente “comodo” come la serie D. Il vero problema è appunto questo – il fatto che Iacolino lo considera inamovibile e lo vuole impiegare al centro dell’attacco, dove il Savona, vista la non brillante altezza di Marrazzo, non avrà il classico centravanti, ma dovrà puntare piuttosto su tecnica e agilità.
L’arrivo a Savona del difensore di fascia (destra, per la precisione) Matteo Candolini, classe 1990, è stato salutato dalla stampa e da altre fonti di informazioni come una buona notizia, considerando che veniva dalla Biellese, dove, come s’è detto anche su www.savona1907fbc.it, il giocatore ha vinto un campionato (“Un altro giovane già vincente!“, il roboante titolo). Ad es. il Secolo XIX così scriveva il 16 luglio al momento dell’ingaggio:
Ieri i dirigenti biancoblù hanno raggiunto l’accordo con Matteo Candolini, classe 1990, esterno difensivo di destra, esploso lo scorso anno nella Biellese.
In realtà, ci sono alcune precisazioni da fare su una carriera ancora tutta da costruire, per un calciatore che, in pratica, è quasi un esordiente, o poco più, in categoria. Matteo, canturino di nascita, festeggia il suo compleanno il 9 ottobre. A Biella, nonostante il sito della società lo faccia figurare in formazione dal 2007, in realtà ha giocato solo un anno, mentre nella stagione 2007-2008 era ancora alla Berretti del Varese, al quale è tornato a fine contratto, visto che era stato ceduto in prestito il 10 luglio 2008.
La situazione in Prima e Seconda Divisione, con una decina (o forse una ventina) di squadre che probabilmente non riusciranno a iscriversi, seguendo il destino infelice di Biellese e Ivrea, che, se lo richiederanno, potrebbero partecipare alla nuova serie D, che uscirà da questi incastri tra retrocesse e neopromosse, è talmente grave, come questo blog anticipava mesi fa, da autorizzare una disamina delle possibilità di ripescaggio. Come è successo anche in anni precedenti, il regolamento prevede che si alternino nel ripescaggio in Seconda Divisione una squadra retrocessa dalla Seconda Divisione e una squadra che ha militato in serie D. Le due graduatorie sono separate.
Tra le retrocesse dalla Seconda Divisione, in tutto nove, non tutte sono ripescabili, perché hanno già goduto di un ripescaggio (dalla serie D alla Seconda Divisione, o alla serie C2, così come si chiamava un tempo questo campionato) negli ultimi cinque anni: si tratta, in particolare, del Montichiari, del Vigor Lamezia (la cui situazione, d’altra parte, non sembra chiara dal punto di vista del diritto e quindi potrebbe comunque fare domanda, anche se la società non pare particolarmente interessata, mentre lo sarebbe, a buon diritto, la tifoseria), del Val di Sangro, del Rovigo e del Pizzighettone, mentre non tenterà sicuramente la domanda l’Isola Liri, alle prese con una crisi finanziaria difficile da risolvere. Nella graduatoria, che verrà stilata secondo criteri completamente diversi rispetto a quelli della serie D, tra i quali sono anche, ad es., l’importanza della storia delle singole società o la media spettatori delle ultime stagioni, secondo alcuni calcoli del sito http://www.cittasport.it/news.asp?id=8581&dire=3, le restanti tre retrocesse dovrebbero essere in questa sequenza: Cuoiopelli, Poggibonsi e Valenzana. Tutt’e tre sono intenzionate a presentare domanda di ripescaggio, come si evince da alcune dichiarazioni ai giornali o ai siti internet (http://www.valdelsa.net/det-cy36-it-EUR-30133-.htm; http://www.lamezia.net/news_1.asp?ID=8575).
Oggi, finalmente, è avvenuto il passaggio di proprietà del Savona calcio. L’operazione, manco stessimo parlando di Real Madrid, si è conclusa dopo quasi tre mesi di tira-e-molla, tra una vecchia società che voleva vendere e una nuova, che prima voleva entrare come sponsor, poi ci ha ripensato e voleva acquisire un pezzo del Savona, poi un pezzo più grosso, poi quasi tutto, poi ha scritto e riscritto una lettera d’intenti, successivamente ha fatto quasi saltare il tavolo delle trattative, infine ha comprato (per una cifra irrisoria).
Nel frattempo, è successa la qualunque: precontratti firmati da chi non aveva in mano la società, giocatori fermati e poi lasciati andare, allenatori scambiati come figurine, tutto in nome dello squadrone schiaccia-sassi, che, nell’intenzione dei molti, deve asfaltare il prossimo campionato, o perlomeno cercare di non fare proprio la stessa figura dell’anno scorso.
Lunedì 8 giugno, il genovese Stefano Melchiori, classe 1965 (nato, per gli amanti delle statistiche, nello stesso giorno di Anders Limpar), era già dato per partente dal Casale, dove ha allenato la squadra, ottenendo un terzo posto importante nello scorso campionato di serie D. La nuova società, infatti, passata al gruppo di Catenacci, vuole sostituirlo con un trainer di origini torinesi, Giorgio Carmignani, al quale sembra che presidente e soci siano più vicini, sotto diversi punti di vista.
Il programma è giudicato in modo non inequivoco dai tifosi: alcuni si schierano apertamente col vecchio allenatore, sostenendo che, al di là di qualche “fissa”, s’è giostrato bene; altri ricordano, invece, che già all’inizio dell’anno Melchiori era considerato quasi un esordiente e che, se le cose sono andate bene, probabilmente il merito è anche della squadra, in effetti piuttosto forte.
Il piano B di Romani e soci probabilmente è una invenzione bella e buona. Romani e Pasquale hanno già deciso di lasciare il Savona, comunque, o perlomeno di non spendere più un euro di più del necessario.
A ben vedere, con tutti gli insulti che in questi tre anni si sono beccati, tenendo conto che hanno salvato il Savona dalla terza categoria, ne hanno ben donde. Certo, inventarsi una presunta incompatibilità tra le loro nuove cariche (rispettivamente, presidente della Fondazione Demari e presidente della Carisa) e quelle ricoperte nel Savona calcio è un’operazione un po’ da tardo impero: ma siamo abituati a peggio.
CLAMOROSO 2: non sarà facile sapere cosa succederà del ricorso dell’Entella
Pubblicato Novembre 24, 2009 notiziole e commenti Lascia un commentoTags: Albino Fazio, Campobasso calcio, Centobuchi, Cosimo Patierno, Davide De Carli, Derthona calcio, Jacopo Murano, Mattia Faraci, Pio Vacirca, Procura Federale, Salvatore Trapani, Savona calcio, Secolo XIX, Tuttosport, Vigevano calcio, Virtus Entella
Oggi, il solito articolo del Secolo XIX sul campionato di serie D e in particolare sul reclamo dell’Entella (a proposito del quale abbiamo scritto proprio ieri) metteva nero su bianco alcune inesattezze, che, francamente, sono più degne della penna di un blogger.
Ma vediamo in dettaglio cosa è stato pubblicato.
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