Uno che la serie A l’ha vista davvero: Luigino Vallongo

Luigino Vallongo è stato un allenatore vincente, uno dei pochi qui a Savona, ed infatti nel suo palmarès c’è la Coppa Italia di serie D vinta con i biancoblù, ormai diversi anni fa (stagione 1990-1991), durante la gestione Grenno. Alcune critiche ingenerose ricevute dai giornalisti locali (che gli rimproveravano la scelta di rapporti meno stretti con i calciatori, ai quali si rivolgeva dando del lei) e il non sempre leale sostegno della tifoseria (che allora era più numerosa, occorre dirlo) lo portarono a scegliere di andarsene dalla Liguria, chiamato altrove, in serie tra l’altro assai più prestigiose, dopo un anno e mezzo passato in riviera (sostituendo Mauro Della Bianchina nella sfortuna stagione 1989-1990).

Chi ha vissuto quel periodo ricorderà con piacere la bella impostazione di gioco e le grandi doti tattiche di un trainer che sapeva imbrigliare qualunque squadra: quell’anno, due delle favorite, la Pistoiese dei record la quale vinse poi il campionato e la Sestese, dovettero arrendersi alle sue alchimie di gioco, la prima battuta per 1-0 al Bacigalupo, alla fine di un match equilibrato. I giornali toscani, commentando quella che sarebbe stata l’unica sconfitta della Pistoiese in tutto il campionato, sembravano tanto intimoriti da immaginare che forse la squadra non avrebbe ottenuto la promozione così facilmente.

Da quell’annata singolare, Vallongo ha sempre allenato tra i professionisti, anche se una volta il suo nome è stato avvicinato al Pavia di Riccardo Ferri (allora in serie D): prima in terra natia (è di Terralba), in particolare all’Olbia (1991-1993, con due piazzamenti notevoli in C, come l’ottavo e il sesto posto; 1995-1997, chiamato invece per salvare la squadra dalla retrocessione, evitata in entrambi i casi), ma anche lontano dall’isola, come quando sfiora la C1 col Legnano di Valentino Cuccunato e Ulisse Rasa (1993-1994; nella stagione successiva, ottimo ottavo posto), arrivando terzo, o come quando, subentrato a Chierico, riesce nella disperata impresa di salvare il Novara (1998-1999), che al momento era terz’ultimo.

Negli ultimi anni, poi, la carriera di Vallongo ha subito una impennata decisiva: Luigino è diventato secondo di Nedo Sonetti, con cui aveva condiviso alcuni anni da giocatore allo Spezia, e con lui è arrivato in serie A.

Nella stagione 2000-2001, è in serie B con Sonetti, che lo impone nel contratto al presidente della Salernitana Aliberti: il duo sostituisce Oddo, ma, anche se il contratto che firmano entrambi è un biennale, vengono sostituiti in corsa. L’anno dopo, i due sono ancora in serie B al Cagliari, che salvano, prendendo il posto di Antonio Sala e del suo secondo Giulio Nuciari. Cellino, che è presidente della squadra sarda, li conferma per la stagione 2002-2003, ma li esonera immediatamente dopo una partita persa in Coppa Italia, richiamando Giampaolo Ventura.

Sonetti, però, alla sesta di campionato finisce al Palermo (sempre in serie B). A quanto pare, Vallongo invece resta legalmente tesserato per il Cagliari, anche se risulta lavorare per la nuova squadra di Nedo. Alla fine, se la cava perché la Disciplinare lo ammonisce e nient’altro.

Il 2003 è l’anno della prima panchina in serie A, sempre con Sonetti: subentrano alla quarta giornata sulla panchina dell’Ancona. La stagione è piuttosto travagliata. Va meglio nel 2005-2007, quando ritornano sulla panchina del Cagliari, che Tesser, Arrigoni e Ballardini stanno portando alla retrocessione. I due arrivano alla 12° giornata e riescono ad ottenere una salvezza quasi miracolosa, partendo dalla penultima posizione in classifica.

Ancora in serie A sono nel 2006-2007, alla guida dell’Ascoli, dove giocano, tra gli altri, Bjelanovic e Di Biagio. Sonetti ha infatti preso il posto di Tesser a metà novembre. Quella della salvezza è però una mission impossible. I due, così, si giocano la conferma per la stagione successiva, dove gira la notizia che Sonetti è candidato alla panchina del Livorno. Intanto, Vallongo gira come osservatore e, tra l’altro, è a Marassi a visionare l’allora punta del Genoa, Borriello. A novembre, Sonetti ritorna al Cagliari con un contratto biennale: al suo fianco ancora Vallongo. La nuova avventura alla corte di Cellino dura pochissimo: a prendere il loro posto, Ballardini.

Insomma, Vallongo, che a quanto pare è ancora in attività col suo sodale Sonetti, l’anno scorso al Brescia, tra alti e bassi, può dire di essersi costruita una carriera formidabile. Per un tifoso biancoblù che lo seguì in quella trionfale annata, anche questa può essere una soddisfazione.

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1 Response to “Uno che la serie A l’ha vista davvero: Luigino Vallongo”


  1. 1 biancoblu' quasi felice settembre 26, 2009 alle 6:44 pm

    è sempre bello ricordare un grande allenatore che con un grande presidente ha vinto una competizione nazionale a Savona…….
    speriamo di vivere nuovamente momenti come quelli…purtroppo quel calcio è morto è sepolto……


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